Ensemble Barocco “Accademia Reale”: Giornate Europee del Patrimonio alla Biblioteca Nazionale di Napoli

In occasione delle Giornate Europee del Patrimonio la BIBLIOTECANAZIONALE DI NAPOLI propone ai suoi visitatori il «Teatro delleMeraviglie», un ‘emozionante ed affascinante percorso guidato attraverso lesale monumentali ed affrescate delle sezioni Napoletana, Manoscritti,Consultazione, Periodici che esporranno testi e documenti di rara bellezza edi grande interesse. In sala Esposizione: « …QUELLA FAVELLA A CUI CEDONO TUTTE LEVIVE». La straordinaria mostra consente di ammirare pregiati ed antichi(sec. XV, XVI) esemplari della Commedia dell’Alighieri, del Decamerone diBoccaccio e del Canzoniere di Petrarca; importanti pagine autografe dell’Orlando Furioso dell’Ariosto, una redazione della Gerusalemme Liberata del”sig.re” Torquato Tasso, l’autografo della terza edizione dei Principii d’unaScienza nuova di Giambattista Vico. Un’intera teca è dedicata agli autografidi Giacomo Leopardi, a testimoniare la vastità e l’importanza della raccoltaposseduta dalla Biblioteca di Napoli. Accanto agli scritti in prosa dalloZibaldone alle Operette Morali, i versi celebri del poeta, tra cui L’Infinito, ASilvia, La Ginestra. La mostra si conclude con un folto gruppo di autografi diUngaretti: versi famosi, cartoline dal fronte, lettere. Dalle ore 11,30 alle ore 13,30 in Sala Rari “Musica Strumentale e Devozionenella Napoli del Settecento” a cura Ensemble Barocco “Accademia Reale” Roberta Andalò, Soprano; Giovanni Borrelli, Violino di Concerto; Vincenzo Bianco, Violino, Carmine Matino, Viola, Manuela Albano, Violoncello: Tina Soldi, Clavicembalo. Musiche di DomenicoGallo, Michelangelo Jerace, Leonardo Leo, Giovanni Battista Pergolesi

Napoli nel Settecento tra musica strumentale e devozione

Negli ultimi decenni del diciassettesimo secolo e la metà del diciottesimo si assiste a Napoli a una eccezionale fioritura della musica strumentale e vocale. Vi affluivano da ogni parte del Regno per studiare musica nei prestigiosi quattro Conservatori,  ma anche per promuovere la propria attività lavorativa nei vari teatri, istituzioni cittadine, congreghe o istituzioni di Palazzo. Alcune interessanti personalità artistiche, che meritano oggi un maggiore approfondimento, come Michelangelo Jerace o Domenico Gallo per un po vissero e si formarono a Napoli, prima di far conoscere le loro opere in Europa dove furono ampiamente apprezzate. Ma nel Settecento si assiste a Napoli anche ad un notevole fervore devozionale sostenuto dalle svariate congreghe ed istituzioni religiose e laiche. Era dal tardo Medioevo, e non solo a Napoli, ma anche nel Nord Europa, che il culto di Maria e le cerimonie religiose ad esso collegate venivano sostenuti dalle confraternite che erano andate costituendosi un po’ ovunque. Il moltiplicarsi dei riti e delle cerimonie dedicati a Maria favorì il distacco del Salve Regina dalle funzioni liturgiche e la sua diffusione in contesti più genericamente devozionali. Una vasta schiera di musicisti si misurò allora col breve testo dell’antifona mariana, da Josquin a Palestrina, da Vivaldi a Leonardo Leo. Pergolesi fu ritenuto, per un certo tempo, l’autore di ben tredici messe in musica del Salve Regina, e le ragioni di questo eccesso di attribuzione sono ormai conosciute. La rapida fortuna, cresciuta a dismisura dopo la precoce scomparsa, poi la trasfigurazione romantica, come genio creatore dalla vita breve e intensissima, infine la sua identificazione con i tratti quintessenziali della musica italiana, fecero sì che gli fosse addebitata la paternità di ogni composizione che ne emulasse anche lontanamente i tratti stilistici. Studi più recenti hanno per il momento ridotto a due le composizioni sicuramente attribuibili a Pergolesi, il Salve Regina in La minore e il Salve Regina in Do minore, quest’ultimo ben più noto e del quale è accertata l’appartenenza alla fase estrema dell’attività artistica del compositore.

Programma

Domenico Gallo (1730 – ?.)

Triosonata in Sol Maggiore (attribuita a G. B. Pergolesi)

(Moderato, Largo, Fugato presto)

GIOVANNI BATTISTA PERGOLESI (1710-1736)

Salve Regina in La minore a voce sola di Soprano con due violini, viola e basso

(Salve Regina, Ad Te Clamamus, Eja Ergo, O Clemens)

MICHELANGELO Jerace(1700 c.a. – 1780 c.a.)

Sinfonia n. 1 in Re maggiore per due violini e basso

(Andante, Allegro, Largo, Allegro)

LEONARDO LEO (1694 – 1744)

Salve Regina in Fa maggiore a voce sola di Soprano, due violini e basso

(Salve Regina, Ad Te Clamamus,Ad Te Suspiramus, Eja Ergo, O Clemens)

Ensemble Barocco “Accademia Reale”

Roberta Andalò, Soprano

Giovanni Borrelli Violino barocco di concerto

Vincenzo Bianco Violino barocco

Carmine Matino Viola da braccio

Manuela Albano Violoncello barocco

Tina Solsi Clavicembalo